Lettere e documenti dalla collezione Aldino Felicani, conservata alla Boston Public Library

15 APRILE / 5 MAGGIO 1920: CRONOLOGIA DI UNA TRAPPOLA

Dopo la campagna dinamitarda, culminata nell'attentato alla casa del Procuratore Generale (corrispondente alla carica di Ministro della Giustizia) Mitchell Palmer compiuto da Valdinoci, esplode la "Red Scare" (paura rossa) e iniziano i cosiddetti "Palmer Raids", retate di anarchici, comunisti e socialisti arrestati a decine di migliaia e minacciati di deportazione nei paesi d'origine. L'arresto e la detenzione illegale a New York di Roberto Elia e Andrea Salsedo e, soprattutto, il brutale pestaggio di quest'ultimo, convincono gli anarchici che la rete si sta stringendo attorno a loro e che il potere userà ogni pretesto per colpirli. Sacco decide di tornare in Italia con la famiglia e il 15 aprile si reca al Consolato italiano per preparare i documenti. (testi della cronologia da "Dynamite Girl", Nova Delphi Libri)

15 aprile: nella città di South Braintree, centro dell’industria calzaturiera, poco dopo le 15:00 due uomini armati sparano a Frederick Parmenter e Alessandro Berardelli, impiegati della Slater&Morrill Shoe Company, e si impossessano delle paghe degli operai per un totale di 15.776,51 dollari. I due rapinatori salgono su una macchina con altri due complici a bordo e si dileguano. Dalle descrizioni dei testimoni la macchina risulta simile a quella utilizzata da quattro uomini il precedente 24 dicembre in un tentativo di rapina delle buste paga di un calzaturificio a Bridgewater, sventato dalla reazione dell’impiegato.

20 aprile: Stewart decide di dare un’occhiata a Puffer’s Place anche se Coacci è ormai partito. Anche la moglie e i figli si sono già trasferiti e ad aprire la porta al poliziotto è il coinquilino che si presenta come Mike Boda, uomo d’affari nel settore alimentare (Buda all’epoca trafficava nel contrabbando di whiskey, attività resa redditizia dal proibizionismo). A domanda risponde: sì, Coacci aveva una pistola ma l’ha portata via con sé; sì, anch’io ho una pistola, una Savage automatica calibro 32; sì, ho un’automobile, una Overland del 1914 di colore verde, ma in questo momento si trova all’officina meccanica di Elm Square per riparazioni.

1° maggio: Boston è presidiata dall’esercito. Camionette con mitragliatrici compaiono a ogni angolo di strada. Vanzetti riferisce le brutte notizie apprese da Tresca e  Buda propone di utilizzare la sua auto per la raccolta del materiale, a patto che qualcuno lo accompagni all’officina di Elm Street per ritirarla.

2 maggio: A New York sono le 4:20 di notte. L’agente William Harding sta guardando verso il vicino palazzo di Park Row quando vede un corpo volare da una finestra del quattordicesimo piano e schiantarsi sul marciapiede: è il corpo di Andrea Salsedo.

16 aprile: l ’ispettore Root dell’Ufficio Immigrazione elefona a Michael Stewart, capo della polizia di Bridgewater, chiedendogli assistenza nel caso di Ferruccio Coacci, operaio calzaturiero e anarchico già arrestato nella retata del 15 maggio 1918, per il quale, proprio il giorno prima, erano scaduti i termini di libertà provvisoria in attesa della deportazione. Coacci aveva chiesto una proroga causa malattia della moglie. Stewart manda un agente insieme a Root all’indirizzo dell’anarchico in Puffer’s Place, dove i Coacci abitano assieme a Mario Buda. La moglie di Coacci è incinta, e Root propone un rinvio della deportazione, rimanendo sorpreso dal rifiuto dell’uomo.

21 aprile:  Stewart torna a Puffer’s Place. Buda sta facendo colazione in cucina, vede l’auto della polizia e si dilegua dalla porta sul retro.

22 aprile: Stewart torna a Puffer’s Place per una perquisizione in piena regola ma trova la casa vuota e abbandonata. Si reca allora all’officina meccanica di Elm Square per scoprire che l’auto di Buda è ancora lì, in attesa di essere riparata. Il poliziotto intima al proprietario dell’officina, Simon Johnson, di non consegnare la vettura a Buda se si dovesse presentare e di avvisare immediatamente la polizia.

3 maggio: Nicola Sacco, appreso che la polizia si è fatta viva chiedendo di lui, si reca per l’ultima volta in fabbrica: il giorno dopo ritirerà il passaporto, poi si trasferirà con Rosina e Dante a New York per imbarcarsi e tornare in Italia. Tornato a casa trova un ospite, Vanzetti, che si ferma per la notte.

4 maggio: Sacco e Vanzetti leggono sul Boston Herald della morte di Salsedo. Sacco si reca al consolato per ritirare il passaporto facendosi accompagnare da Riccardo Orciani in motocicletta. Si accordano per trovarsi l’indomani al garage di Elm Street per ritirare l’auto di Buda.

17 aprile: a East Boston una ventina di militanti del “Gruppo Autonomo” si ritrovano per discutere il caso Elia / Salsedo; fra loro, oltre a Vanzetti, vi sono Felicani, Buda, Orciani e Sacco. L’unica decisione presa è quella di iniziare una raccolta di fondi per la difesa. Nel frattempo nei pressi di Bridgewater, a meno di due miglia dalla casa di Coacci, viene ritrovata la Buick Sedan rubata, utilizzata per la rapina a South Braintree.

18 aprile: Ferruccio Coacci lascia gli Stati Uniti, la moglie Ersilia e i due figli per tornare in Italia.

25 aprile: nuova riunione del “Gruppo Autonomo” alla presenza di Vanzetti, Colarossi, Felicani, Sacco, Orciani, Falsini e un’altra dozzina di persone, ma non di Buda. Si decide di mandare qualcuno a New York per raccogliere maggiori informazioni sulla situazione di Elia e Salsedo, e la scelta cade su Vanzetti, Carlo Tresca riporta a Vanzetti le voci di imminenti nuove retate e lo esorta a tornare a Boston per organizzare l’occultamento di tutto quel materiale propagandistico che potrebbe portare a ulteriori incriminazioni e deportazioni.

5 maggio: Orciani accompagna Buda con il sidecar, mentre Sacco e Vanzetti arrivano con il tram.

I quattro anarchici, trovato chiuso il garage, si recano a casa del proprietario che rifiuta di consegnare la macchina con la scusa che mancano le targhe. Nel frattempo, la moglie telefona, come d’accordo, al commissario Stewart. Insospettito dal comportamento del proprietario, Buda taglia corto dicendo che tornerà il giorno dopo con le targhe, poi si dilegua in moto con Orciani mentre Sacco e Vanzetti riprendono il tram verso casa. Poche fermate dopo la polizia sale sul mezzo e arresta i due come “tipi sospetti”.

Three Kay Shoe Factory
La fabbrica di Stoughton dove lavorava Sacco fino al giorno dell'arresto.
Il passaporto di Sacco
Il 4 maggio 1920, il giorno prima dell'arresto, Sacco, Rosina e Dante erano al Consolato Italiano di Boston per ottenere il passaporto.
Il luogo della rapina
La Slater and Morrill Shoe Company di South Braintree, rapinata il 15 aprile 1920.
L'arresto
Il carcere
Charlestown
Fred Moore, l'Avvocato
Testimoni della difesa
Le donne di Plymouth che hanno testimoniato di avere acquistato il pesce da Vanzetti nel giorno della rapina. Da sinistra a destra: Mary Fortini, Rosa Balboni, Teresa Malaguice, Adelaide Bongiovanni, Marchetta Fiochi, Emma Bosari.
Frederick Katzmann, il Procuratore
Webster Thayer, il Giudice
La Giuria
In aula con Rosina
Boston, 1923. Rosina Sacco parla con suo marito e con Vanzetti nell’aula del tribunale
Il cimitero
Il Forest Hill Cemetery di Boston dove furono cremati i corpi.
Sacco parla in aula
Rosina Zambelli e Luigina Vanzetti
La moglie di Sacco e la sorella di Vanzetti si recano al carcere per visitare i detenuti il giorno prima dell'esecuzione.
Ehrmann e Thompson
Avvocati della difesa nella revisione del processo.
Alvan T. Fuller, il Governatore
La sentenza
La mobilitazione
Veglia funebre in Union Square, N.Y
La sedia elettrica
L'annuncio
I funerali
Sacco: il certificato di morte
Certificazione dell'avvenuta cremazione di Nicola Sacco
Vanzetti: il certificato di morte
Certificazione dell'avvenuta cremazione di Bartolomeo Vanzetti
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Rosina Zambelli e Luigina Vanzetti

La moglie di Sacco e la sorella di Vanzetti si recano al carcere per visitare i detenuti il giorno prima dell'esecuzione.